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FdI Taranto nel ricordo delle Foibe con il libro “La chiave” di Federico D’Addato.

In occasione della prossima ricorrenza del Giorno del Ricordo, questa sera presso la sede provinciale di FdI Taranto (Viale Magna Grecia n.42-44), si è tenuto un incontro pubblico organizzato dal coordinamento comunale ionico, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe .

Ogni 10 febbraio, l’Italia celebra il Giorno del Ricordo, una ricorrenza istituita con una Legge del 2004 che ha come “padre ” l’ on. Menia , per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano – dalmata.

Questa giornata serve a mantenere viva la memoria di una tragedia che colpì la nostra Nazione negli anni dal 1943 al 1947, così come ha spiegato nel suo excursus storico il presidente del Circolo territoriale FdI “Italia” avv. Fiorentino Petrelli.

I territori del cosiddetto “Confine orientale” contesi tra Italia e Jugoslavia furono teatro a più riprese, di operazioni di pulizia etnica, di uccisioni sommarie, di violenze incontrollate verso gli italiani per mano delle forze iugoslave del dittatore comunista Tito.

L’obiettivo del regime comunista titino era di eliminare gli oppositori e occupare e nazionalizzare quei territori.

Il nome di tali eccidi deriva dai grandi inghiottitoi carsici (chiamati in Venezia Giulia “foibe”) dove furono gettati i corpi di numerose vittime e in alcuni casi, le stesse erano legate in gruppo ed ancora in vita.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale poi, con il passaggio dell’Istria e della maggior parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia, molti degli italiani che vivevano in quei territori furono costretti ad andare via.

Non esiste un dato ufficiale ma migliaia furono le vittime e centinaia di migliaia furono gli esuli.

La data del 10 Febbraio corrisponde proprio al giorno del 1947 in cui furono firmati i cosiddetti “Trattati di Pace di Parigi”, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia.

Il coordinatore comunale AVV. Gianluca Mongelli ha moderato l’incontro e dialogato con un emozionato Federico D’Addato che ha presentato il suo libro “La chiave. Il confine della memoria”.
Nel romanzo si narra del viaggio fisico e di fede, che un esule giuliano- dalmata, dopo la morte di Tito, decide di intraprendere verso la sua vecchia casa nelle terre del confine nord-orientale, con una vecchia chiave arrugginita.

Quella chiave non aprirà più la sua casa ma bensì i ricordi di un tragico passato doloroso.
L’autore, ispirato dal tema del ritorno così come nell’ Anabasi di Senofonte, descrive il cambiamento che genera nel protagonista del suo romanzo il ritornare in quei luoghi del suo passato.

Presente all’ incontro, il coordinatore provinciale On. Dario Iaia che proprio in tema di violenza ha accennato a quelli che sono i recenti interventi del Governo con il pacchetto Sicurezza. Ed inoltre ha annunciato la presentazione del libro di Federico D’Addato alla Camera.

È intervenuto, quindi, il consigliere regionale Giampaolo Vietri che ha rimarcato che proprio al fine di non dimenticare, è stata depositata una iniziativa dal gruppo consiliare comunale di Fratelli d’Italia, con Tiziana Toscano come prima firmataria, affiancata da lui stesso come capogruppo e dal consigliere Luca Lazzàro: l’installazione di una panchina tricolore in memoria del 10 febbraio e del sacrificio di Norma Cossetto, studentessa istriana violentata ed infoibata la cui storia è emblematica delle atrocità commesse in quel periodo.

Occorre dare dignità e luce alle tante vittime gettate nel buio delle cavità carsiche ed avere il coraggio di parlarne, sfidando ogni tipo di negazionismo.

Abbiamo il dovere di ricordare chi ha scelto l’esilio pur di restare italiano, abbiamo il dovere di ricordare chi è morto trucidato pur di restare italiano.
Abbiamo il dovere di non dimenticare di sentirci sempre orgogliosamente italiani.

Alessandra Boccuni

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