Riflessioni sul prodotto cinese: “L’economico costa.”

Quando si sceglie il più economico senza tenere conto della qualità, il rischio è di spendere di più, con conseguenze sia economiche che il presentarsi di effetti collaterali.

Purtroppo, il primato nella produzione di prodotti di basso costo e ampiamente distribuiti nel mercato internazionale è indubbiamente mantenuto dalla Cina.

Ci sono sicuramente prodotti di qualità che molto probabilmente saranno destinati a un mercato interno o, produzioni sotto lo standard di qualità imposto dai grandi marchi esteri che realizzano la propria produzione in Cina.

Ma tornando al mercato di massa, nel caso dei prodotti alimentari destinati al consumo umano e animale, bisogna considerare che la Cina è il più grande esportatore mondiale. Questo paese utilizza metodi e tecniche innovative per portare i suoi prodotti sui mercati mondiali il più rapidamente possibile e al minor costo. Non sorprende che molti alimenti subiscano le conseguenze di questa economia di scala; conseguenze più volte manifestate e denunciate da varie istituzioni e organizzazioni internazionali, a testimonianza della tossicità e pericolosità del cibo proveniente dalla Cina

Purtroppo l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo e l’uso indiscriminato della chimica utilizzata dalle migliaia di fabbriche cinesi che lavorano instancabilmente, estende la tossicità non solo ai prodotti alimentari, ma anche ad altri settori di consumo di massa. Ad esempio, il giornale on-line 9 Colonne, definisce il “made in China” come un incubo che sembra non avere fine. Dopo i dentifricio con antigelo e giocattoli con piombo, arrivano anche abiti con formaldeide con dosi 900 volte superiori ai valori consentiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La “formaldeide” è un agente cancerogeno e può causare irritazione delle mucose degli occhi, delle vie respiratorie superiori e irritazione della pelle.

Né i giocattoli sono risparmiati dai rischi per la sicurezza e la salute. Quattrocento 36mila della linea Cars, prodotta tra maggio e luglio 2007 in Cina, sono risultati con  livelli di piombo inaccettabili. Il 21 agosto 2020, in provincia di Novara, sono stati sequestrati quasi 75.000 giocattoli Mattel dalle autorità competenti. Inoltre, i modellini d’auto dai colori vivaci e le simpatiche bamboline, contengono ftalati, plastificanti cancerogeni che possono causare asma o diabete nel migliore dei casi e, ancora tanti altri casi che coprono la fascia più ampia di consumatori in tutto il mondo.

Né è risparmiato il settore medico, dove il regime cinese, desideroso di presentarsi come umanitario in mezzo alla pandemia globale“originandosi nel loro grande paese”, ha inviato forniture mediche ai paesi colpiti dal virus in tutto il mondo, dalla Spagna al Perù. Purtroppo la discutibile qualità dei prodotti, hasollevato crescenti critiche internazionali,

dalla Finlandia, Gran Bretagna e Irlanda arrivano le ultime lamentele inerenti alle apparecchiature difettose acquistate. Nel Regno Unito, 55 medici del servizio sanitario nazionale di Sandwell e West Birmingham hanno messo in guardia sull’uso di respiratori meccanici cinesi che hanno già causato morte e danni in almeno 250 pazienti che hanno contratto il COVID-19.

Paesi in Europa come Spagna, Turchia e Repubblica Ceca hanno ricevuto decine di migliaia di kit diagnostici rapidi che hanno scartato come inservibili, mentre i Paesi Bassi hanno dovuto ritirarerapidamente migliaia di maschere che distribuivano al personale sanitario perché non proteggevano dal virus.

Il Paraguay ha acquistato dalla Cina 6 milioni di maschere chirurgiche, 50 letti, 80.0000 tute protettive, 40.000 schermi per il viso, 30.000 protezioni per gli occhi e 1,7 milioni di maschere N95, più della metà risultarono difettose.

Lu Honghai, fondatore del sito di e-commerce Ennews con sede a Shenzhen, ha riferito di aver trovato mosche morte e macchie scure in un controllo casuale di 350.000 maschere che aveva acquistato per l’esportazione.

Insomma, la corsa del gigante asiatico per il controllo del mercato mondiale è frenetica, purtroppo questa voglia calpesta e  acceca la incredibile cultura millenaria di questo grande Paese.

La verità è che consumare o utilizzare prodotti trattati con sostanze chimiche cancerogene o difettose, è come mettere la famosa Spada di Damocle sopra la testa di ogni consumatore.

Senza dubbio la Cina, per ottenere un’immagine di qualità, dovrà cambiare completamente la sua strategia, a partire dalla sanificazione dell’aria, del suolo e del mare.

Ci vorrà del tempo che sarà sicuramente inferiore alla ripresa dal suo probabile declino commerciale, dal momento che a livello mondiale i suoi prodotti risulteranno tanto scadenti da essere totalmente  rifiutati.

Quindi per il momento è importante la prevenzione e dirigersi verso prodotti di qualità “certificati” e, non farsi deviare dal prezzo. Il Made in Italygarantito è sicuramente più conveniente e sicuro.

Salvatore Del Vecchio

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Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista, direttore di Box Tarentum. Redattore del settimanale cartaceo Puglia Press. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). E' stato Caporedattore allo Sport per Puglia Press (quotidiano), redattore per il bimensile Voce del Popolo (con compiti anche di segretario di redazione) e caporedattore per il sito on line la Voce di Taranto e collaboratore di Extra Magazine. Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore di 2 libri. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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