TASSA DI SOGGIORNO, LA PROPOSTA DI LAMANNA (ATT): UN POS O UN’APPPER IL PAGAMENTO



In attesa che l’atto di indirizzo diventi un bando, il presidente dell’Associazione Taranto turismo plaude all’iniziativa e fornisce dei suggerimenti

Tassa di soggiorno a Taranto dal 2021. La giunta comunale della città ha infatti approvato l’atto di indirizzo che condurrà alla definizione del bando. Una decisione importante e soprattutto fondamentale per un territorio che mira a diventare un polo turistico. La tassa di soggiorno non è obbligatoria in Italia, ma è stata introdotta nel 2011 dalla legge sul federalismo fiscale e modificata nel 2020.
Sulla proposta è intervenuta Irene Lamanna, presidente dell’Associazione Taranto Turismo. “Siamo a favore della proposta della tassa di soggiorno che è un’imposta che deve essere pagata per persona per ogni giorno che si permane nella città e che rappresenta un contributo al territorio, cosa sicuramente giusta in una città che si vuole definire turistica o, come sempre si dice per il nostro territorio, che vuole imbarcarsi in questo segmento che si chiama turismo. Innanzitutto la tassa turistica ci aiuterà a far emergere tutto il nero, ossia tutte quelle strutture alberghiere ed extra alberghiere che conducono la loro attività in maniera impropria rispetto al significato stretto di accoglienza turistica. Ma non solo. La tassa turistica diventa un’imposta che va ad arricchire le casse del comune e dà la possibilità a quest’ultimo di andare a migliorare alcuni servizi urbanistici e di infrastrutture propriamente dedicati ai servizi. Diciamo che con la tassa turistica si inizia un vero percorso di rivalutazione del territorio. Dobbiamo però stare attenti ad alcuni dettagli. Visto che si tratta di un’imposta che verrà resa obbligatoria a partire dal 2021, ovviamente gli addetti ai lavori dovranno sicuramente tener da conto che questa tassa viene attivata in quei territori il cui il flusso dei turisti è venti volte superiore al numero dei residenti per un importo che può essere elevabile fino ad un massimo di 10 euro. Quindi va da sé che andrà individuato il periodo in cui questa regola diventa realtà.
A questo punto i titolari delle strutture ricettive, dovranno ricevere il pagamento e poi girarlo nelle casse del comune. Un movimento un po’ farraginoso che potrebbe creare qualche disguido e che invece potrebbe essere superato facilmente attraverso un pos fornito dal comune stesso, collegato con un conto comunale dove il cliente paga con carta di credito o attraverso un’applicazione con Qr. Una proposta che lancio e che ha il tempo di essere messa in atto visto che mancano diversi mesi alla concretizzazione della tassa stessa”.

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