“SI VIS PACEM, PARA BELLUM”

“‘Si vis pacem, para bellum’ (se vuoi la pace, prepara la guerra), uno dei pensieri di Publio Flavio Vegezio Renato (IV-V secolo).

Da una breve analisi, che non ha nessun fondamento di critica, anche perché criticare in questi momenti non serve assolutamente a niente se non a farsi venire il mal di fegato, vorrei esporre una breve considerazione sull’argomento COVID-19, con un semplice confronto.

Nel Perù, paese del latino America, forse considerato erroneamente per molti un paese ancora in via di sviluppo, si presenta il primo caso di infezione il 6 di marzo 2020. Il Governo obbliga alla quarantena tutti i viaggiatori provenienti dall’Europa e dalla Cina ed inizia una campagna di controllo su tutto il territorio nazionale.

Il 15 di marzo, all’aumentare dei casi (71) di infezione, il Governo decreta immediatamente lo stato di emergenza ed obbliga a tutto il paese alla quarantena domestica, si chiudono centri di esposizioni, cinema, uffici, scuole ed università, restano attive esclusivamente le produzioni e distribuzione di alimenti (che non sono mai mancati), le farmacie, le strutture sanitarie, le banche; e finalmente decreta la chiusura totale delle frontiere.

Stabilisce a che solo una persona per famiglia possa realizzare la spesa presso i supermercati ed effettuare tramiti bancari o sanitari, rispettando una distanza gli uni dagli altri di almeno 1,5m.

Laddove possibile, gli uffici organizzano il proseguimento delle attività da casa via on-line, così come molte istituzioni scolastiche di istruzione primaria.

Il 19 di marzo a causa dei soliti irresponsabili che cercano di evadere le misure “preventive” imposte per evitare il contagio, il Governo dichiara il coprifuoco dalle 20:00 alle 05:00, blocco della circolazione dei mezzi non permessi, arresto delle persone non autorizzate alla circolazione durante le ore indicate; disposizioni che vengono fatte osservare dalla polizia e dalle forze armate.

Il 20 di marzo, dopo una analisi di espansione del virus, il Governo utilizza strutture esistenti ed organizza un centro COVID-19 con 3,000 posti letto (a parte di quelli disponibili in ospedali), investendo in un approvvigionamento tecnologico sanitario adeguato.

Oggi 22 di marzo 2020 ai 18 giorni dal primo caso accertato, gli infettati in Perù sono 318, 5 i morti che presentavano precedenti patologici.

L’Italia, come sappiamo, attraverso la dabbenaggine dei vari premier che si sono succeduti dal Governo Monti, inizia una severa diminuzione delle strutture sanitarie disarmandoci e rendendoci insufficienti strutturalmente davanti a ciò che non si sarebbe mai aspettato.

Il 21 di febbraio 2020 si presenta il primo caso accertato di coronavirus in Italia e, nonostante la velocità di espansione del virus, il premier non prende nessun provvedimento, anzi con assoluta tranquillità informa che “gli italiani possono condurre una vita normale”.

Al contrario però delle sue rosee previsioni, il 3 di marzo, in meno di 11 giorni ci portiamo al terzo posto come paese con il più alto indice di infettati a livello mondiale. Nonostante ciò il nostro premier informa che non ha nessun intenzione di sospendere l’accordo Schengen (chiusura delle frontiere), favorendo la libera circolazione dei cittadini europei nel territorio nazionale, evitando così, secondo il suo personale concetto, che l’Italia si trasformi in un lazzaretto con un impatto devastante per la economia.

Alcuni sosterranno: l’Italia è un paese di anziani, molti con malattie patologiche, è un paese di turismo, tutti vogliono visitarla etc., cercando di giustificare l’evidenza.

Di sicuro tutta l’Europa “stranamente” è intervenuta con notevole ritardo a fronteggiare l'”’EPIDEMIA”, a tal proposito una domanda nasce spontanea: perchè siamo i soli ad aver raggiunto con notevole distacco dai nostri “compaesani europei” il triste primato di morti superando addirittura la Cina? a parte le incompetenze ed i ritardi degli interventi preventivi, non c’è logica che possa spiegarlo, sembra quasi intenzionale.

Oggi siamo, come ho detto, nonostante l’alto livello della nostra sanità, disarmati strutturalmente davanti una epidemia che ancora non raggiunge il suo picco e, cosa ancor più sbalorditiva è che solo oggi 22 di marzo, al raggiungere 53.578 infettati e 4.825 vittime e la triste roulette russa degli anziani, il premier Conte decide di applicare misure più drastiche e severe. Un applauso alla imbecillità.

Si spera solo che finalmente a finalizzare l’emergenza virus, l’italiano sia più responsabile verso se stesso e la propria terra e, chi ha sbagliato a livello governativo finalmente paghi.

Como ho detto agli inizi, questa non è una critica all’elefantiaco Governo che ci meritiamo o al numero di insulsi irresponsabili italiani che giocando con la salute e la vita altrui, hanno favorito l’espansione del virus ma, solo una semplice considerazione degli eventi.

Sicuramente i veri eroi del momento sono tutte quelle persone che partecipano al debellamento del virus e, in particolare chi mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri, ringraziando anche se mutilata nella struttura, la nostra eccellente preparazione medica.

A TUTTI LORO, GRAZIE!” 

Salvatore Del Vecchio

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Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista, direttore di Box Tarentum. Redattore del settimanale cartaceo Puglia Press. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). E' stato Caporedattore allo Sport per Puglia Press (quotidiano), redattore per il bimensile Voce del Popolo (con compiti anche di segretario di redazione) e caporedattore per il sito on line la Voce di Taranto e collaboratore di Extra Magazine. Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore di 2 libri. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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